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Deutsche Telekom dimostra il teletrasporto quantistico su 30 chilometri di fibra ottica commerciale a Berlino

calendar_today23.02.2026
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DiSwissTech Redaktion
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Deutsche Telekom dimostra il teletrasporto quantistico su 30 chilometri di fibra ottica commerciale a Berlino
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Credito: Archiv SwissTech Briefing

Deutsche Telekom (T-Labs) e Qunnect hanno dimostrato il teletrasporto quantistico su un collegamento commerciale in fibra ottica di circa 30 chilometri a Berlino e, secondo l'azienda, hanno raggiunto una fedeltà media di circa il 90%. Ciò che è strategicamente decisivo non è il termine "teletrasporto", ma la prova che le funzioni di rete quantistiche possono essere integrate nell'infrastruttura dell'operatore esistente. Per l'Europa e la Svizzera, questo aumenta la pressione per la creazione di

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Classificazione: perché questa dimostrazione è strategicamente rilevante

La notizia sul teletrasporto quantistico sembra spettacolare, ma spesso viene fraintesa. Non si tratta del trasporto di materia o persone, ma della trasmissione di uno stato quantistico (ovvero delle informazioni di un qubit) da un luogo all'altro. Il processo si basa sull'entanglement e su una comunicazione classica aggiuntiva. Il principio è noto alla ricerca fin dagli anni '90; la novità e l'importanza strategica risiedono nel passaggio a un ambiente di telecomunicazione reale al di fuori di un laboratorio isolato.

Secondo i dati forniti da Deutsche Telekom T-Labs e Qunnect, a Berlino è stato dimostrato il teletrasporto quantistico su circa 30 chilometri di fibra ottica commerciale, in coesistenza con il traffico dati classico e con un tasso di successo medio dichiarato, ovvero una fedeltà, di circa il 90%. Questa combinazione di distanza, vicinanza dell'infrastruttura e ambiente operativo sposta il dibattito dalla questione della fattibilità fisica delle reti quantistiche a quella di come possano essere gestite, monitorate e scalate come componenti dell'infrastruttura.

Per SwissTech Briefing si tratta soprattutto di una questione infrastrutturale con rilevanza per la sicurezza. Non appena le reti quantistiche passeranno dal laboratorio agli ambienti operativi, ciò riguarderà non solo la ricerca, ma anche il funzionamento della rete, gli standard, le catene di fornitura, la certificazione e, in seguito, l'approvvigionamento da parte di operatori statali e critici. È proprio su questa transizione che si concentra la dimostrazione di Berlino.

Visualisierung eines urbanen Quanten-Netzwerks über Berliner Glasfaserinfrastruktur
Visualizzazione dell'idea centrale: le funzioni di rete quantistica non sono intese come sostitutive dell'attuale Internet, ma come un livello aggiuntivo all'infrastruttura in fibra ottica esistente.

Contesto strategico

Dalla teoria (1993) alla questione infrastrutturale (2026)

Le basi teoriche del teletrasporto quantistico sono state descritte nel 1993. Nel 1997, il team di Anton Zeilinger ha fornito una prima prova sperimentale della fattibilità pratica di questo principio. Da allora, il teletrasporto è stato dimostrato in molte configurazioni e su distanze sempre maggiori. La differenza rispetto alla fase attuale è tuttavia decisiva: in passato l'attenzione era rivolta alla prova fisica, mentre oggi è l'integrazione del sistema nelle reti reali a essere al centro dell'attenzione.

Ciò modifica anche la valutazione. Un singolo valore record è meno rilevante di domande quali: funziona sulla fibra ottica esistente dell'operatore? La qualità rimane stabile nel tempo? Come si comporta il sistema in un ambiente di rete reale, con variazioni di temperatura e variabilità operativa? È possibile monitorarlo, automatizzarlo e tradurlo in un modello carrier? Queste domande sono tipiche del passaggio dalla ricerca alla tecnologia infrastrutturale.

Perché le dimostrazioni degli operatori sono strategicamente più importanti dei semplici risultati di laboratorio

Un test di un operatore di telecomunicazioni in un ambiente live ha un significato diverso rispetto a un esperimento di laboratorio isolato. Gli operatori devono integrare le tecnologie in reti eterogenee, processi esistenti e requisiti di sicurezza. Se i T-Labs dimostrano che il teletrasporto quantistico può essere dimostrato su fibra ottica commerciale in un ambiente berlinese parallelamente al traffico Internet convenzionale, ciò è un'indicazione della capacità di integrazione, non della maturità di mercato, ma di un passo intermedio rilevante.

Questo punto è particolarmente importante in Europa: la concorrenza non si decide solo sui processori quantistici, ma anche sull'infrastruttura di rete, l'orchestrazione e l'operatività. Chi controlla questo livello, controllerà in seguito parti della catena del valore relativa al quantum networking.

Analisi di base: cosa hanno dimostrato T-Labs e Qunnect

Il ruolo della piattaforma Carina di Qunnect

Al centro della dimostrazione c'è la piattaforma Carina di Qunnect, che secondo le informazioni fornite fornisce componenti per la distribuzione di fotoni intrecciati. Il vantaggio pratico è che la piattaforma è orientata a un contesto di rete reale e non solo a un ambiente di laboratorio altamente controllato. Questo è fondamentale per gli operatori, poiché i segnali quantistici sono sensibili alle interferenze e quindi la stabilizzazione, la calibrazione e la qualità riproducibile nel tempo giocano un ruolo centrale.

Nella configurazione descritta, vengono generate coppie di fotoni intrecciati e distribuiti tramite fibra ottica. Il teletrasporto stesso si basa su un intreccio condiviso in anticipo e su un'operazione di misurazione, il cui risultato viene inoltre trasmesso tramite un canale classico. Ciò chiarisce anche cosa non è questa dimostrazione: non si tratta di «comunicazione istantanea» nel senso popolare del termine, ma di un protocollo di fisica quantistica che continua a richiedere un'infrastruttura classica.

30 km di fibra ottica commerciale e coesistenza con il traffico classico

Un aspetto particolarmente rilevante della dimostrazione di Berlino è la distanza di circa 30 km su fibra ottica commerciale. Ancora più importante della semplice distanza è tuttavia il fatto che la dimostrazione si è svolta in un ambiente in cui la fibra ottica viene utilizzata anche per la comunicazione convenzionale. Questa coesistenza è fondamentale dal punto di vista dell'operatore, poiché un impiego successivo difficilmente potrà limitarsi a reti dedicate esclusivamente alla tecnologia quantistica.

La dimostrazione affronta quindi uno degli ostacoli più importanti per la prossima fase del quantum networking: come integrare i canali quantistici nelle reti metropolitane esistenti senza stravolgere il funzionamento classico? È proprio qui che risiede il potenziale vantaggio economico, ma anche la complessità operativa.

Photonik-Hardware für Quanten-Netzwerkexperimente in Betreiberumgebung
L'hardware rimane un fattore critico: le reti quantistiche non richiedono solo fattibilità fisica, ma anche componenti stabili, calibrazione e processi operativi compatibili con i carrier.

Classificazione della fedeltà dichiarata del 90%

La fedeltà media dichiarata di circa il 90% è un indicatore tecnico rilevante, ma non un punto di arrivo. In termini strategici, questo valore significa che il sistema è sufficientemente efficiente in condizioni più realistiche da spostare la discussione verso il funzionamento, la scalabilità e gli standard. Per i servizi produttivi, tuttavia, sarebbero fondamentali ulteriori questioni relative alla disponibilità, ai percorsi di correzione degli errori, alla ripetibilità, al monitoraggio e al livello di servizio.

L'aspettativa spesso espressa di poter raggiungere «quasi il 100%» attraverso un'ulteriore ottimizzazione è plausibile come direzione di sviluppo, ma non sostituisce le metriche operative. Per gli operatori di infrastrutture non è importante solo il picco di prestazioni, ma soprattutto prestazioni prevedibili nel tempo, compresa la gestione della deriva, la manutenzione e l'interoperabilità tra componenti di diversi produttori.

Classificazione tecnica: 795 nm e entanglement pre-condiviso

I rapporti sulla dimostrazione fanno riferimento a una lunghezza d'onda di teletrasporto di 795 nm e a un «entanglement pre-condiviso» (entanglement condiviso in anticipo). Questi dettagli non sono solo accademici. Essi mostrano che la dimostrazione si inserisce in un più ampio orientamento di sviluppo, in cui le reti non solo trasportano dati, ma forniscono anche stati, informazioni di clock e, in futuro, potenzialmente risorse per applicazioni quantistiche distribuite. La configurazione tecnica concreta dipenderà in futuro in larga misura dall'interoperabilità e dalla standardizzazione.

Implicazioni europee

Dai programmi di ricerca all'operatività

L'Europa dispone di forti capacità di ricerca nella fisica quantistica e nelle tecnologie quantistiche, ma la concorrenza strategica si sta spostando sempre più verso la competenza infrastrutturale: chi è in grado di integrare le funzioni quantistiche in ambienti reali di telecomunicazione e centri di calcolo? Chi fornisce l'hardware? Chi controlla il software di rete e il modello di orchestrazione? La dimostrazione di Berlino non è quindi solo un comunicato stampa, ma un'indicazione del prossimo livello di concorrenza.

Nel contesto di iniziative europee come EuroQCI e programmi quantistici nazionali, un caso d'uso operativo rafforza l'argomentazione a favore di reti pilota orientate alla pratica. Allo stesso tempo, sorge il rischio di nuove dipendenze se i componenti critici – dalla fotonica al controllo al software di rete – vengono concentrati in pochi stack non europei. L'Europa dovrà quindi distinguere maggiormente tra il sostegno alla ricerca e l'architettura della politica industriale.

Standardizzazione, certificazione e sicurezza fin dalla progettazione

Con il passaggio ad ambienti operativi reali, la standardizzazione diventa una questione strategica. Senza interfacce interoperabili, si rischia di creare isole proprietarie. Ciò sarebbe problematico per la difesa, le autorità pubbliche e le infrastrutture critiche, poiché renderebbe più difficili l'approvvigionamento, la verificabilità e la certificazione di sicurezza.

Altrettanto importante è un approccio di sicurezza fin dalla progettazione. Le reti quantistiche sono spesso considerate solo dal punto di vista della «maggiore sicurezza». In pratica, tuttavia, emergono nuove vulnerabilità: manipolazione della calibrazione, canali laterali, rischi della catena di approvvigionamento dell'hardware e vulnerabilità del software nel livello di orchestrazione e monitoraggio. La questione strategica non è quindi solo se le reti quantistiche consentano caratteristiche più sicure, ma anche come proteggere il loro ambiente operativo.

Effetto segnale grazie agli sviluppi paralleli negli Stati Uniti

Il fatto che anche Cisco e Qunnect abbiano recentemente comunicato una dimostrazione di rete quantistica su scala metropolitana su fibra ottica esistente a New York sottolinea una dinamica internazionale: il quantum networking si sta evolvendo da argomento di ricerca a disciplina delle telecomunicazioni e delle infrastrutture. Per l'Europa ciò significa che la struttura del mercato, gli standard e le architetture di riferimento saranno definiti nei prossimi anni, non in un futuro lontano.

Rilevanza per la Svizzera

La transizione verso la sicurezza quantistica rimane un obbligo: il quantum networking diventa un'opzione strategica

Per la Svizzera, nel breve termine rimane prioritario il passaggio alla crittografia post-quantistica (PQC). Questa transizione è necessaria indipendentemente dalla rapidità con cui le reti quantistiche entreranno in funzione. La dimostrazione di Berlino mostra tuttavia che parallelamente sta emergendo una seconda linea strategica: le reti quantistiche come possibile integrazione per comunicazioni altamente sicure, meccanismi di verifica e, in seguito, applicazioni specializzate in settori critici.

Ciò è rilevante per le infrastrutture dei mercati finanziari, l'energia, la sanità e gli enti pubblici, poiché la Svizzera dipende fortemente da infrastrutture digitali affidabili, sicure e verificabili. Una competenza pilota precoce può essere un vantaggio in questo senso, non necessariamente attraverso grandi investimenti immediati, ma attraverso campi di prova mirati, modelli di governance e conoscenze in materia di appalti.

Sede industriale e di ricerca: dove la Svizzera ha un vantaggio competitivo

Con gli ecosistemi vicini al Politecnico federale di Zurigo (ETH) e al Politecnico federale di Losanna (EPFL), l'industria fotonica e di precisione e una forte competenza in materia di sicurezza e ingegneria, la Svizzera dispone di punti di partenza per non essere solo un utente finale nel quantum networking. Particolarmente realistici sono i ruoli nei componenti fotonici, nella tecnologia di misurazione di precisione, nel timing, nell'ingegneria della sicurezza e negli ambienti di test/validazione. Per un Paese di piccole dimensioni, ciò è spesso strategicamente più efficace che cercare di coprire da solo l'intera profondità dello stack.

Anche il panorama delle telecomunicazioni e dei centri di calcolo in Svizzera potrebbe beneficiare di percorsi pilota precoci. Il valore aggiunto risiederebbe meno nella commercializzazione a breve termine che nelle curve di apprendimento operative: quali requisiti emergono durante il funzionamento? Quali questioni di sicurezza e conformità sorgono? Quali interfacce e standard sono rilevanti per gli acquisti futuri?

Prospettive 2027-2028: dal dimostratore ai primi progetti pilota degli operatori

Per gli anni 2027-2028 è realistico che l'attenzione si sposti dalle singole dimostrazioni di teletrasporto ai progetti pilota di reti quantistiche a più nodi. Ciò include una distribuzione più robusta dell'entanglement, lo scambio di entanglement su più nodi, una migliore stabilizzazione automatica e il collegamento ad applicazioni concrete (ad es. gestione delle chiavi, risorse di calcolo quantistico distribuite o reti di temporizzazione/sensori).

La leva economica e geopolitica non deriverà quindi principalmente dal termine «teletrasporto», ma dalla questione di quali attori definiranno l'architettura operativa: fornitori di hardware, fornitori di reti, operatori, orchestrazione software e regimi di certificazione. Chi integrerà questi elementi nei progetti di riferimento in una fase precoce acquisirà in seguito influenza sugli standard e sulle decisioni di approvvigionamento.

Per la Svizzera ne deriva una doppia strategia pragmatica: attuare con coerenza la migrazione PQC e allo stesso tempo sviluppare competenze nel quantum networking attraverso progetti pilota e partnership mirati. La dimostrazione di Berlino da parte di Deutsche Telekom e Qunnect non è un punto di arrivo, ma un chiaro segnale che il campo si sta gradualmente spostando dal laboratorio alla realtà degli operatori.

data_usageDati e Cifre

Hier sind 5 Schlüssel Fakten:

Deutsche Telekom hat in Berlin eine Quanten-Teleportation über rund 30 Kilometer kommerzielle Glasfaser demonstriert.

Die Demonstration zeigt, dass die Kombination von großen Distanzen und einer stabilen Glasfaserverbindung möglich ist.

Dies verschoben die Debatte über Quantennetzwerke weg von der Frage ihrer technischen Machbarkeit hin zur Frage, wie sie als Infrastrukturkomponente betrieben werden können.

Die Demonstration wurde in Zusammenarbeit zwischen T-Labs und Qunnect durchgeführt.

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